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Tu sei qui: Storia e Storie2 febbraio, festa della Candelora. Ma è proprio vero che "dall'inverno siamo fuori"?

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Maiori, costiera amalfitana, Candelora, inverno, freddo

2 febbraio, festa della Candelora. Ma è proprio vero che "dall'inverno siamo fuori"?

Un vecchio detto insegna: "Cannelora, stàte dinto, vierno fòra" (cioè: finisce l'inverno, comincia l'estate). Se mi affaccio al balcone, m'accorgo subito che non è proprio così

Inserito da (Maria Abate), lunedì 1 febbraio 2021 17:44:09

di Sigismondo Nastri

Festa della Candelora (dal latino "candelorum" = benedizione delle candele). Un vecchio detto insegna: "Cannelora, stàte dinto, vierno fòra" (cioè: finisce l'inverno, comincia l'estate). Se mi affaccio al balcone, m'accorgo subito che non è proprio così. Non fa freddissimo, ma si sente che è inverno. Gli alberi, lungo il viale, potati pesantemente, sono nudi. Anche i siliquastri (alberi di Giuda) aspettano che spuntino i primi germogli.

La Candelora ricorda la presentazione di Gesù al tempio: "portarono il Bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come è scritto nella legge del Signore: ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore" (Luca, 2,21-24).

Leggo che questa festa cominciò ad essere celebrata in Oriente con il nome di "Ipapante" (Incontro): «Dio incontra l'uomo e l'uomo incontra Dio e, incontrando Dio, incontra gli altri uomini nella pace e nella gioia».

Nel VI secolo si estese in Occidente: a Roma con carattere più penitenziale e in Gallia (Francia) con la solenne benedizione e processione delle candele. Per questo fu anche detta Candelora. La Presentazione del Signore chiude le celebrazioni natalizie (nelle case si smantellano i presepi) e, con l'offerta della Vergine Madre e la profezia di Simeone (Luca, 2,33-35), apre il cammino verso la Quaresima e la Pasqua.

La candela simboleggia Cristo "luce per illuminare le genti", come venne chiamato il neonato Gesù dal vecchio Simeone.

In ricordo di quell'avvenimento, in chiesa si procede alla benedizione delle candele, distribuite poi ai fedeli. Ricordo che mia madre ne aveva sempre una conservata in un cassetto. Mai utilizzata, neppure in occasione di un black-out elettrico. Si sarebbe potuto accenderla, diceva, solo in una situazione di grave pericolo (speriamo che non la crei il famigerato coronavirus). Un "rito", anche questo, nel quale certamente si fondono religiosità e superstizione. Sembra, del resto, che la Candelora abbia sostituito un'antica usanza pagana, se è vero che, alle calende di febbraio, in onore della dea Februa (Giunone), si usava scorrazzare per le città con fiaccole accese.

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